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Sport e disabilità
Scritto da Simone Gaffino   
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Il Sogno: trovare una palestra, naturalmente senza barriere architettoniche, per poter svolgere una attività che possa portare tanti bambini, ragazzi e adulti, normodotati e/o disabili ad avvicinarsi al mondo del tennis tavolo. Tutto sotto un auspicio chiamato  INTEGRAZIONE.

 

Sport e Disabilità - [di Simone Gaffino]
Oggi lo sport non è più considerato un’attività secondaria e inutile ma ha un identità autonoma, elemento integrante del processo formativo e culturale. Esso svolge una funzione fondamentale nell’economia mondiale, scatena passioni talvolta sane ed talaltra insane. Lo sport è una delle poche attività che svolge l’importante processo d’integrazione degli individui nella società. E ciò vale soprattutto per chi non è del tutto identificabile con l’immagine dell’atleta raffigurato nelle statue dello stadio dei marmi o dei miti che la televisione ci propone con continuità martellante.
 

Molti stati di handicap non vietano ad una persona di svolgere un’attività fisica ma spesso ci si trova di fronte ad un enorme ostacolo psicologico. William Marley dell’Università di Marshall, West Virginia, l’ha identificato con il nome di The Disabled Syndrom o Tds[1]. Così si definisce il comportamento depresso e privo di motivazioni che aggravano lo stato di difficoltà spingendo verso l’immobilità. La Tds si manifesta con aumento di peso, livelli ridotti di forma fisica e di abilità motoria a cui aggiungerei un rifiuto del proprio fisico come elemento su cui puntare nella vita e nel rapporto con gli altri. La Tds è una sindrome seria e limitante che può portare invalidità e depressione causate dalla sfiducia nella possibilità di partecipare attivamente alla vita. Spesso il problema è dato dai genitori e dal loro comprensibile ma nocivo protezionismo[2]. Per questo spesso è meglio rischiare un po’ (mantenendosi in limiti ragionevoli), prendendosi un patente di guida, una abitazione propria, praticando uno sport, in una parola conquistando l’indipendenza. Solo così la sicurezza psicologica si può tradurre in sicurezza fisica e viceversa[3]. L’attività motoria non più imposta ma accettata ed emotivamente vissuta crea coinvolgimento, motivazione canalizzati verso mete: premesse fondamentali per un autentico contatto con se stessi e con la vita. Lo sport è un’attività piacevole e motivante che è praticata per scelta autonoma e quindi con il massimo impegno e concentrazione.

 



Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Dicembre 2009 22:58